Un tempo era rude, oggi la grappa è nobile

La grappa di un tempo era sicuramente più secca, ruvida e corroborante. Una bevanda “maschile” e dallo spiccato carattere popolare, che non a caso durante la Grande Guerra ha preso un posto di rilievo nella storia. Serviva a prendere forza e a scaldare, e non ultimo a sopportare il dolore fisico nelle avversità.

Oggi la grappa è associata a un gusto più morbido ed elegante, nobile addirittura. Questo è dovuto ai metodi sempre più raffinati di distillazione, ma anche alla selezione delle vinacce e all’invecchiamento in botti di legno per tempi prolungati. Il grado alcolico è inferiore e gli aromi possono fiorire liberamente così da trasmettere il piacere delle sensazioni nella degustazione, come nella Grappa del Monferrato, terra di vinacce preziose per questo distillato.

Cos’è la distillazione

È un processo fisico attraverso il quale vengono separate alcune sostanze trasformate in vapore per poi essere ricondensate. Un’operazione che prevede la vaporizzazione di liquidi con il calore e la ricondensazione con il freddo. Per distillare è necessario quindi un apparecchio speciale, chiamato alambicco, provvisto di:

  • una caldaia (con il suo coperchio) dove si inserisce il contenuto da distillare;
  • una fonte di calore, da dove si produce il calore che mette in ebollizione il liquido;
  • il collettore, cioè un tubo che trasporta i vapori dalla caldaia al refrigerante;
  • il refrigerante dove i vapori si condensano.

Nel passato, questi strumenti erano fatti in casa e funzionavano a bagnomaria o a fuoco diretto, un metodo artigianale che produceva un distillato secco e pungente, molto diverso da quello che si produce oggigiorno. Solo dalla metà del secolo scorso si impiegano apparecchi industriali più complessi per grandi produzioni e più raffinate.

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I “sensi” della grappa

Una buona grappa deve apparire limpida alla vista, priva di velature che sono indice di cattiva lavorazione. Se giovane il suo colore sarà più cristallino, mentre avrà riflessi giallastri tendenti all’ambra se invecchiata. La ricchezza di profumi e aromi inoltre stimola intense sensazioni olfattive. E dal naso, in un momento, si passa alla lingua e al palato con tutto il gusto che si sprigiona dal distillato quando le note di dolce, acido e amaro si fanno ben distinte al degustatore attento.

Come degustarla

La grappa va generalmente degustata fresca, a una temperatura tra i 13° e i 20°, in questo ordine: più invecchiata è la grappa più alta la temperatura. La Grappa del Monferrato va gustata a 18–20 °C, da qui vi lasciamo intendere il suo invecchiamento…

Il bicchiere? Certamente il tulipano piccolo, è il classico bicchierino in cui si serve la grappa, ha la forma e la grandezza adatte a contenere i profumi e a non disperderli.